Prologo

Anno sabbatico – Agosto 2010

Sono sulla frontiera tra la Thailandia e la Cambogia, in attesa dei visti d’ingresso, in 15 giorni di Thailandia ho sempre pensato a cosa fare qui, cosa vedere, come organizzare. Ieri sera ho dovuto invece organizzare la mia ultima settimana in Cambogia , e mi sono reso conto quindi solo ora, che tra una settimana sarò nuovamente in Italia, a riprendere il corso normale della vita.

Già, normale.. ma cosa significa normale? Non sono mai stato un nostalgico dei rientri, anzi, normalmente sono sempre tornato dalla ferie molto carico, pieno di idee, e mi ritrovavo a riprendere le cose stoppate per un mese con rinnovato vigore. Non é così quest’anno. Non che il problema sia la nostalgia o il desiderio di stare perennemente in ferie, ma cresce il desiderio di continuare a vagabondare, a conoscere, a vedere posti e parlare con persone che hanno punti di vista anche distanti dai miei. In realtà , questa é una sensazione che mi porto dentro da diversi mesi, non é certo nata qui, ma quando sono partito avevo stoppato tutti i pensieri a proposito, concentrandomi su ogni singolo attimo presente di questa avventura. Questo fino a ieri, ed é stata una sensazione spontanea quella di desiderare altro tempo, senza l’assillo di dover “riprendere qualcosa” ma con la voglia di costruire qualcosa di diverso, di cercare qualche stimolo, fuori, ma soprattutto dentro la mia anima. Il desiderio di valutare le aspettative, di stare da solo, considerare le alternative, di ricercare quello che banalmente potrebbe essere definito: “il senso della vita”. Non che mi senta particolarmente depresso, e nemmeno posso dire che la mia vita non mi piaccia, ma sento che non mi basta più. Forse sbaglio, forse, come nell’ “alchimista” si Coelho, faro il giro del mondo per scoprire che quello che cercavo é sempre stato dietro casa, ma sento il bisogno di farlo, e se anche finisse così… ben venga! Se devo essere sincero con me stesso, mi sono sempre sentito fortunato: ho amato, sono stato amato da donne meravigliose che amo ancora oggi, non mi é mai mancato l’amorevole supporto della mia famiglia, e sono riuscito a fare per lavoro quello che comunque sarebbe stata una mia passione. Come appassionato di informatica fin da piccolo, fin dal primo impiego ho sempre avuto la possibilità di mettere in pratica e di imparare moltissimo ricevendo grandi soddisfazioni. Ho iniziato ad insegnare timoroso ed incerto, ma poi ho imparato ed apprezzato la fantastica arte della formazione e dell’educazione. Ho capito che si impara moltissimo insegnando, e in ultimo ho affinato la preziosa arte della comunicazione, indispensabile per insegnare ma fondamentale in qualsiasi situazione sociale. Ho anche accresciuto la mia spiritualità, sia grazie all’ambiente Salesiano, (frequentato prima da allievo e poi da dipendente) ricco di persone amorevoli e magnifiche, ma anche indagando altri aspetti, leggendo libri apocrifi e a volte eretici, studiando induismo e buddismo, praticando yoga e meditazione, frequentando sia gruppidi meditazione cristiana, come i Ricostruttori, ma anche approfondendo la scienza dello spirito di Rudolf Steiner. Ogni esperienza mi ha accresciuto, responsabilizzato, ha migliorato la mia consapevolezza che la verità é una sola e vale per tutti, che la spiritualità é insita in ogni essere umano e nella natura, e che ognuno anela alla felicita che deriva dalla libertà, ma le vie sono infinite ed ognuno costruisce con i propri criteri, ognuno ha i propri talenti da spendere ed esperienze uniche da fare.

Anche sull’aspetto economico ritengo di essere fortunato: sono cresciuto in una famiglia di umili origini, e molto spesso ho sentito raccontare le loro vite dei miei genitori da piccoli, piene di stenti e sacrifici, ma posso dire serenamente che non mi hanno mai fatto mancare nulla, e mi hanno sempre insegnato il valore dei soldi e del sacrificio per ottenerli. Personalmente poi, ho un lavoro a tempo indeterminato da quando avevo 17 anni, il prossimo anno saranno 20 anni di sicurezza lavorativa e quindi economica. Certo non posso e non devo considerarmi ricco o arrivato, ma ho sempre avuto la fortuna di poter comprare quello che desideravo, anche perché non ho particolari vizi o sport dispendiosi e non amo il lusso o la moda. Quando sono stato in India poi, ho ricalibrato molto il significato della parola ricco: da noi si usa solo quando uno si può permettere di non lavorare, mentre la ricchezza é poter acquistare quello che si desidera.. Ecco, allora posso considerarmi ricco. E come fare per sfruttare questa ricchezza? Se abitassi in un posto come l’India, forse potrei anche permettermi di vivere senza lavorare per diversi anni, ma cosa farei allora? Cosa mi piacerebbe davvero fare? Ho passato molti anni della mia vita con a fianco una donna e sono assolutamente contento di averlo fatto, una relazione di 8 anni ed un altra di 4, ora sono da solo da più di un anno, e anche questa condizione la sto’ affrontando serenamente e non ne sto soffrendo per la mancanza. Certo, ogni tanto penso che mi manchi una donna, e forse dei figli, ma altre volte penso che troppo spesso si fanno compromessi che limitano la nostra libertà e ci danno una sicurezza che contribuisce a sedare le domande davvero importanti che ognuno dovrebbe farsi, eppoi questa é una di quelle cose nella vita che non dipende solo da noi, quindi non posso certo decidere che DEVO sistemarmi: é una cosa che deve nascere dalle circostanze, ed in questo momento non ci sono donne che mi fanno battere il cuore tanto da mettermi di fronte ad una scelta sul mio futuro. Ci sono pero’ delle bellissime relazioni di amicizia con diverse persone, e anche questo é motivo di felicita’ e di appagamento perché le relazioni umane sono qualcosa di meraviglioso ed il valore dell’amicizia é qualcosa di molto prezioso. Il sentimento di amicizia é troppo spesso relegato ad essere qualcosa di contorno: prima c’é l’amore coniugale, poi parentale, poi fraterno e poi arrivano anche gli amici, la stessa parola amicizia, ai tempi di facebook, ha perso qualsiasi valore andando a comprendere così tante sfumature da essere svuotata da qualsiasi specificità. Dobbiamo ricordarci che l’amicizia é una forma di amore,

che in alcune circostanze supera di gran lunghe le altre. L’amore della famiglia é sicuramente importante, anzi, fondamentale, ma non é libera, non é scelta: fa parte della natura, esiste da quando nasciamo e dura per tutta la vita. L’amore coniugale é assolutamente importante, ma spesso si carica di comportamenti sociali, incomprensioni e schemi che rendono la ralezione fragile e fanno soffrire forse più del necessario. L’amicizia é invece la forma più libera dell’amore, é il sentimento più vicino all’amore verso il prossimo, verso tutti gli esseri umani, gratuita e ricca di significato. Devo dire che mi sento fortunato ad avere buone amicizie, sincere, importanti, che mi hanno dato una spinta al momento opportuno, mi hanno lasciato stare quando ne avevo bisogno e mi hanno supportato nei momenti di debolezza.

Ora mi trovo bloccato sul tempio più alto di Phnom Penh, la capitale cambogiana, piove che budda la manda da più di un ora, e ora inizia a fare buio: ho appena fatto meditazione e, seduto all’asciutto rileggo quanto scritto. Rileggendo tutta questa analisi, sembra davvero la vita di una persona fortunata, che ha molto di cui gioire, che non ha nulla da recriminare o da risolvere. Se sono sincero con me stesso, forse é proprio così. Non che la mia vita sia solo piena di rose, ho comunque dovuto affrontare anche molte spine: a cominciare dai rapporti sentimentali, all’inizio perché sono cose totalmente nuove, che nessuno ti può raccontare, devi fare le tue esperienze e commettere molti errori, che ti faranno soffrire. Poi si diventa più maturi e i problemi sono altri, non per mancanza di esperienza ma per quella terribile parola chiamata “compromesso” che deve tenere in equilibrio il proprio ego e mantenere saldo il legame. Non mancano le difficoltà anche dal punto di vista lavorativo: il denominatore comune di tutti i miei problemi, arriva dal fatto che, non solo dal punto di vista tecnologico, ho sempre cercato di guardare avanti, di capire cosa sarebbe successo nel futuro prossimo e mi sono sempre sforzato di investire il mio tempo nell’innovazione. Questo é il mio più grande pregio e difetto: guardare avanti. Molto spesso mi sono trovato a discutere ed a volte combattere con chi usava gli strumenti del passato per giudicare beceramente l’evoluzione di nuovi strumenti, nuove possibilità. Non che il passato sia da buttare, anzi, una delle frasi che ho fatto mia é “il passato é semplicemente il miglior strumento per progettare il futuro” e ci credo davvero. Anche senza andare indietro ai tempi delle crociate o di Galileo, é sufficiente guardare il mondo tecnologico degli ultimi 50 anni: dal telefono al tubo catodico, dal vinile agli ebook. Internet per primo: il valore della comunicazione, le potenzialità dell’informazione, la potenza di standard aperti, tutte cose che qualcuno aveva già previsto in modo lungimirante, utopicamente illuminato ma molto concreto. Ricordo molto bene quando nelle scuole internet era bandito: é solo un giocattolo… c’é solo pornografia… sentivo dire. Ma ricordo anche quando i dischi in vinile e le audiocassette stavano per essere soppiantate dai supporti digitali: niente potrà superare il gusto della puntina che gira! sentivo dire.. Ora é lo stesso con i libri, e

capiterà lo stesso con la scrittura a mano. Lavorando nell’ambito dell’educazione poi, l’innovazione ritengo sia un pilastro essenziale! Mi tocca spiegare tecnologie che tra 5 o 10 anni saranno sorpassate, fino a 10 anni fa, sui libri di elettronica c’era ancora il tubo catodico, non che debba essere tutto buttato via, ma insegnare é già difficile, insegnare qualcosa che non serve lo trovo davvero deprimente per me, e diseducativo per gli studenti. Proprio per questo motivo, ho cercato di sviluppare le capacita di comunicazione: perché é l’unico modo di poter divulgare e insegnare qualcosa che diventerà normale in futuro, immaginarsi dei modi in cui le scoperte tecnologiche possano miglioare alcuni aspetti della vita: la socialità, il lavoro, le opportunità di espressione e la creatività. Capire per tempo queste cose non é solo una gara tra chi é più pioniere, ma é, a mio avviso, un dovere per un insegnante, e da la possibilità di dare il proprio contributo allo sviluppo stesso di quella tecnologia, o per mettere in guardia da eventuali effetti collaterali, oppure per mediarla. Ma le difficoltà nella vita sono tante, e non bastano le categorie per definire gli aspetti più intimi. C’é il tempo che avanza, quello fa cambiare tutto, e non parlo solo della salute. Negli ultimi anni mi sono venuti parecchi capelli bianchi, ma quelli riesco ancora a mimetizzarli, mentre i peli bianchi sulla barba , quelli sono più evidenti, e mi sono reso conto che fanno cambiare l’approccio che gli altri hanno su di me. Mi sento assolutamente ancora giovane, ma a volte, specie al di fuori del mondo occidentale, a 36 anni non sei più nella categoria giovani. Ora sono a monaco, in Germania, passero’ la notte in aeroporto, poi l’ultimo volo mi porterá a casa alle 8, terminando la mia vacanza e mi metterà di fronte agli ultimi giorni utili per prendere una decisione. Speravo di avere una chiara indicazione sul futuro, ma ancora molti dubbi avvolgono le mie scelte, quello che mi appare più nitido forse non é quello che faro’, ma quello che non voglio accada: non voglio fare la scelta più comoda, sarebbe solo mossa dalla paura e dall’incertezza. Non voglio chiudere la porta alle circostanze, non voglio annacquare i miei dubbi lasciandomi trasportare dall’inerzia delle cose note, dall’abitudine e dalle comodità. Credo che dopo tanti pensieri, riflessioni e sensazioni, ora bisogna affrontare il cammino, dopo tutti i preparativi, ora si parte, il vento ci guiderà.

Archimedix

Una risposta a Prologo

  1. Giuseppe ha detto:

    Auguri e buon viaggio.
    In realtà sto cercando l’occasione anch’io di staccare la spina per un bel po’ ma non ne ho mai l’occasione. Spero abbia il tempo di scrivere le impressioni del viaggio.

    Beppe, Corso I.T.F.S. Cnos-Fap

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