Tutto d’un fiato

Il bus ondeggia percorrendo quella che dovrebbe essere un autostrada, ma sarà l’asfalto, le curve ed io che sono in prima fila al secondo piano, mi sembra di stare su una barca col mare grosso.
Sto raggiungendo mia moglie a Nanoi, nel nord della Thailandia, sono le 2 di notte e sono circa a metà strada: mi sono imbarcato a Bangkok alle 7 di ieri sera ma arriverò a destinazione non prima delle 5 di mattina.
Come al solito non dormo nonostante il sedile reclinabile, ma ormai son giorni che ho perso la cognizione del tempo: tempo di dormire e di mangiare, mi sento come in un viaggio spaziale. Il viaggio è iniziato il giorno 4 dicembre, scalo breve a Brussels, poi Abu Dhabi, infine arrivo a Bangkok il 5 alle 7 di sera: 20 ore in tutto + 6 di fuso. Il trasporto in taxi verso la mia guesthouse è particolarmente lungo, anziché la solita oretta, c’è ne vanno due e mezza, molte strade chiuse e polizia dappertutto: il tassista mi dice che è il giorno del compleanno del re, quindi la festa del papà, ma considerati i disordini politici degli ultimi giorni è andata ancora bene.
Il tempo di mangiare qualcosa e piombare in un sonno profondo che dura 16 ore, interrotto solo da qualche telefonata di mia moglie.
Così mi addormento di notte e riemergo dalla camera che è nuovamente notte, ma ora sono un po’ più riposato.
Finalmente il giorno 7 prendo questo bus, nella speranza di riposarmi quando arriverò nella mia nuova casetta, ma non sarà così.

Ho appena ricevuto una telefonata, è Dao, le si sono rotte le acque!

Suo fratello la sta portando all’ospedale di Nan, ad un’ora da casa, poi viene a recuperarmi a Wiang sa, e mi riporta da lei, senza passare da casa.
Ancora diverse ore mi separano da incontrarla e, se già prima non riuscivo a dormire, ora davvero non ho speranze che gli occhi mi si chiudano e la mia mente si quieti.
Non posso non ripensare alla mia vita, in particolare agli ultimi 3 anni, a quando ho iniziato a scrivere queste mie avventure, ed in particolare all’ultimo mese.

Quando avevo consegnato la mia lettera di licenziamento non avevo idea di cosa avrei fatto, poi, una settimana prima della scadenza, il 25 ottobre, sono arrivate interessanti proposte di collaborazioni future, ma il volo del 4 dicembre era già schedulato.
Così nell’ultimo mese mi sono dato anima e corpo nel costruirmi un attività, improvvisandomi imprenditore nel guazzabuglio di leggi ed interpretazioni delle stesse, combattendo con norme create per difendere un classico quanto obsoleto modello di lavoro dove il datore di lavoro è considerato dal governo come un tiranno sfruttatore ed evasore, mentre il lavoratore dipendente è come una specie in via di estinzione: da proteggere a tutti i costi.
Ma mentre vecchi politici con nuove maschere cercano di convincere un popolo che continua ad informarsi dalla televisione che vogliono cambiare tutto, facendo di nascosto il contrario, nella mia vita deve trovare posto un argomento molto più importante: la famiglia.
Non sto parlando solo della mia nuova famiglia, ma anche di quella che, con tanto amore, mi ha messo al mondo. Ho la fortuna di avere due genitori meravigliosi, che mi hanno sempre dato il meglio e mi hanno trasmesso forti valori senza mai limitare la mia libertà. Sono stati un punto fermo di tutta la mia vita, ed ora che non son più tanto giovani, è giusto che io ricambi l’amore ricevuto. In particolare per mio papà è un momento difficile e io sento il dovere di dare un alto livello di priorità a lui. Spero davvero di esser stato un buon figlio, ed ora spero anche di diventare un buon padre, come lui lo è stato per me.

Mentre il tempo scorre sotto le ruote del bus, lo spazio che mi separa dal futuro si accorcia, e allora, senza tregua, nessuna sosta, mi tuffo nella consapevolezza dell’eterno presente.

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2 risposte a Tutto d’un fiato

  1. franco ha detto:

    cosa vuoi che ti dica ti faccio i miei più gandi auguri andra tutto bene stai tranquillo qui e tutto sotto controllo dai un grosso bacio alla mamma e un abbraccio immenso sia al papà mamma e la piccola LISA. tantissimi saluti anche da Mely e Cri NAMASTE’

  2. Elena ha detto:

    Una persona meravigliosa non potrà che essere un papà meraviglioso. Un BACIO alla piccola Lisa e Dao…e ma si.. anche a te!

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