Quanto è lungo un giorno?

Quanto é lungo un giorno
Anche senza conoscere la relatività o la meccanica quantistica, tutti hanno fatto l’esperienza di quanto il tempo sia relativo. Anche i detti popolari ci raccontano che quando si sta bene il tempo sembra volare, viceversa un ora può sembrare eterna.
La giornata del mio rientro in Italia é una delle piu lunghe della mia vita.
Anzitutto, per una strana incomprensione, ero assolutamente convinto di avere il volo il giorno 29, mentre ho scoperto solo il giorno prima che avrei dovuto attendere ancora un giorno: non che fossi ansioso di partire, ma in questo modo ho iniziato i preparativi, sia fisici che psicologici con un giorno di anticipo e siccome , dopo essermi sposato e passato piu di un mese in dolce compagnia, dover tornare a casa senza mia moglie, mi fa sentire il distacco particolarmente pesante.
La partenza é il giorno 30 alle ore 2:55, quindi il 29 alle 23 prendo il taxi per l’aeroporto di Bangkok , salutando Dao che rivedrò solo tra 4 mesi !
Dopo 6 ore di volo, scalo ad Abu Dabi, dove rimango per 3 ore in coda ad osservare la popolazione di quel luogo: un luogo che mi mette una tristezza infinita, uno dei luoghi più inospitali della terra che un manipolo di ultramiliardari ha deciso di trasformare nel paradiso artificiale più alla moda del pianeta.
Mi sento opprimere da tanta opulenza, tutto mi sembra artificiale, non solo l’architettura, l’aria condizionata e i duty free, ma anche le hostess, e persino i turisti, gli uomini d’affari, sia quelli in giacca e cravatta, sia quelli vestiti con palandrane bianco candido e turbante, per non parlare delle inquietanti figure senza volto tutte in nero, che si muovono come esseri non umani a grappoli.
La cosa più positiva é il wifi free, che non avevo ancora trovato in nessun aeroporto, così posso scambiare qualche email con Dao , mentre lei ha preso il bus che la porta da Bangkok verso nord, a casa sua.
Dopo altre 7 ore di volo sono a Düsseldorf , e devo attendere altre 5 ore per il volo che mi porterà in Italia. Ho tempo di riflettere e di scrivere mentre, seduto al tavolo di un bar, contemplo lo scontrino: un caffè espresso ed una bottiglietta di acqua gasata: 5 euro e trenta, due sere fa con la stessa cifra io e Dao seduti ad un tavolo piuttosto spartano sul ciglio di una straducola, abbiamo mangiato gamberoni, un calamaro gigante e una ventina di ostriche!!
Sono seduto a gambe incrociate su una poltroncina vicino all’uscita e, nel giro di un ora, é già la terza persona che vedo passare vestita male, con un grande borsone che rovista tra i cassonetti della differenziata, mentre a pochi metri da me c’é una famigliola con gli occhi a mandorla, di cui i 3 bimbi giocano con i loro 3 iPad.
Mi sento davvero attonito, forse é il jet-lag, forse é il fatto che gli aeroporti sono non-luoghi, forse sarà che non dormo da ormai 36 ore , sono in viaggio da 23, ma é ancora sempre il 30 agosto, c’é ancora il sole e devo ancora fare un sacco di chilometri.
Mi sale in ottimistico pessimismo difficile da spiegare o da raccontare, ma dopo questo ossimoro zen e con altre 2 o 3 ore di viaggio, dovrei essere a casa, a ritrovare le certezze di un cambiamento sempre più indispensabile.

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