Misticismo e superstizioni

l’Asia é un continente ricchissimo di una moltitudine di tradizioni che si mixano in un caleidoscopio universo di differenze, ma hanno un denominatore comune davvero forte, la presenza costante in qualsiasi attività umana.
Così non é possibile comprare una macchina, costruire una casa, o anche solo andare a trovare un parente lontano senza scegliere accuratamente il giorno “giusto”, o senza fare qualche rito di buona fortuna o benedizione.
Qui in Thailandia, il buddismo si é mescolato nel tempo con ogni tradizione locale preesistente senza soluzione di continuità. Così non é concepibile scegliere il giorno del matrimonio in base alla disponibilità, al meteo o a qualsiasi altro parametro prettamente funzionale, ma bisogna trovare una data compatibile con le stelle.
Anche qui pero, come nel mondo occidentale, molto spesso le persone comuni non conoscono i veri misteri, le forze che sottendono quei rituali, così finiscono per cadere nella superstizione, con risultati poco edificanti.
Ho imparato già da tempo che in questa cultura i piedi appartengono ad un area considerata impura, quindi mai mostrare le piste dei piedi a qualcuno e tantomeno volgerle verso una statua sacra.
Ma non solo i piedi, quando ho comprato un ciondolo da un monaco che l’ha benedetto, istintivamente mi é venuto di metterlo in tasca, ma mi hanno guardato tutti malissimo: infatti qualsiasi cosa considerato minimamente sacro, non può stare nella parte bassa del corpo, ma in alto.
Quando Dao ha appeso i suoi pantaloni al cardine della finestra ad asciugare, il padre l’ha subito rimproverata, i pantaloni devono stare in basso, non in alto, specie quelli delle donne. Le mutande, ad esempio, apparte quelle dei bambini, ognuno lava le sue, e si mettono ad asciugare in un luogo molto in basso rispetto a terra.
In un tempio a Naan, da un anziano monaco, ho comprato alcuni mandala particolari, scritti nell’antica lingua Lanna, quando abbiamo fatto il viaggio in Bus, li avevo messi nel mio borsello, ma quando Dao l’ha scoperto si é molto arrabbiata, perché così si esaurisce completamente la benedizione!
Interessante invece notare come nel caso della cerimonia funebre, anche se nella nostra cultura il corpo viene seppellito mentre in questa viene bruciato, é tradizione che tutti si debbano vestire di nero, oppure l’uso di unire le mani durante una preghiera. Quest’ultimo aspetto lo trovo particolarmente bello: unire le mani lo trovo un gesto così bello e così ancestrale che esprime l’atteggiamento senza bisogno di parole e quindi di un linguaggio, senza bisogno di conoscerne il significato in modo cognitivo, nella più totale modalità esperienziale, inizi a farlo e poi ne capisci il valore senza che nessuno te lo spieghi a parole.
In India,unire le mani e pronunciare il saluto “namaste”, significa salutare la scintilla divina che c’é nell’altro essere. Al villaggio di Dao, quando offrivo qualcosa alle bambine, i genitori le invitavano a ringraziare sollecitandole as unire le mani, senza dover pronunciare nulla: il miglio modo di ringraziare che ho mai conosciuto!
La cosa che mi colpisce di più sull’aspetto mistico é il culto dei trapassati: in questa cultura,a differenza di quella indiana, non ci sono molte divinità, lo stesso budda non é propriamente un dio, mentre si venerano con grande ardore gli uomini che, in passato come oggi, tutti considerano delle grandi anime (mahaatman).
Durante la grande cerimonia di cremazione del cadaveri del vecchio monaco, la sua veste é stata appesa a diversi metri sopra il fuoco, ed ha sventolato per tutta la notte sospinta dalle fiamme senza bruciaare. Molte persone hanno così aspettato,anche tutta la notte, che qualche brandello del vestito strappato dalle fiamme potesse diventare una reliquia da portare a casa.
Il giorno dopo mi mostrano con orgoglio un pezzo di quel drappo arancione e,ancora più sorprendente, una sferetta annerita, una delle 108 del mala(il rosario di legno) che il monaco portava al collo: entrambi anneriti e puzzolenti, ma che un falò alto dieci metri non é riuscito a bruciare.
Ora entrambe le reliquie sono nella borsa di Dao e le porterà in Europa con me per protezione.
La cosa che pero ha suscitato stupore non solo a me, é che, il mattino seguente al rogo, quando sono andati alla ricerca delle ossa del vecchio monaco, hanno invece trovato buona parte del corpo, annerito ma non incenerito!
Riprendo tra qualche ora un volo che mi riporta nel mio paese nativo, portandomi dietro,come sempre, un bagaglio pesante ma prezioso, oggetti sacri, vestiti strani, ma anche riflessioni profonde sul passato e sul futuro, oltre alla cosa più preziosa di tutte: la persona che amo.

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